Una famiglia in progress tra storie di cucina, risparmio e vacanze low budget
quanto costa un figlio

Quanto costa un figlio?

Quanto costa un figlio? Tanto, tantissimo o forse nulla o quasi… e non parlo esclusivamente in termini economici!
Che poi questa terminologia nemmeno mi piace, anche se con l’avvento della crisi economica e il dilagare del precariato, sono sempre più numerose le coppie che hanno timore di mettere al mondo dei figli.
E non si tratta solo di pannolini, body, pappe e omogenizzati, passeggini, cameretta e abitini. Non si tratta esclusivamente di capire come risparmiare per arrivare a fine mese. Insomma, non è il mondo in cui siamo cresciuti noi, quello dove ti accontentavi di una merenda con pane e ricotta, giocavi in cortile fino al tramonto ed il bullismo, esisteva, ma limitato ad episodi isolati.
Sì. Tutto è cambiato. Tutto è diverso.

Che poi… è diventato difficile anche fare i figli.
Così c’è chi li desidera, ma in quel momento proprio non può.
C’è chi li desidera, ma non potrà mai averli.
C’è chi li desidera, perde le speranze e poi all’improvviso arriva un test positivo

Quando arrivano, però, è felicità pura. La vita cambia. Gli equilibri devono ripristinarsi e assestarsi su nuove dinamiche. Il conto corrente qualche volta barcolla, ma pazienza! Il tempo scarseggia e allora speri di ricevere un barattolo del tempo, ma anche se non arriva sei felice comunque.

Ma al fattore finanze come si rimedia? Quanto costa un figlio? Che poi costa veramente avere figli, soprattutto in un’Italia in cui il lavoro non va a braccetto con la famiglia?! Quali sono i metodi per arrivare alla fine del mese?

Esistono 10 e più consigli per crescere uno o più figli, con il massimo amore possibile e la minor spesa plausibile:

  1. corsi preparto: sei libera da impegni? Partecipare a tutti i corsi pre-parto possibili ed immaginabili, con lo scopo di informarvi e senza rendervene conto vi ritroverete una scorta di omaggi in ciucci, biberon, coppette per il seno, buoni sconto, detergenti, salviettine, creme culetto e via discorrendo che mi faranno vivere di rendita. E perché non testare prodotti gratis tramite le piattaforme specializzate anche nel settore baby?
  2. Pannolini: scorta già dai primi mesi di gravidanza, contro le ire di tutti. Io l’ho fatto! Mi sentivo di poterli/doverli acquistare e così ho fatto, vivendo di rendita fino allo spannolinamento. Come? Abbiamo sempre acquistato i migliori, ma sempre al prezzo più basso, sfruttando le promozioni, facendone scorta.
  3. Latte proseguimento: non tutti riusciamo ad allattare. Due mastiti, ragadi e i giorni di ricovero in neonatologia hanno permesso che preferisse il biberon al seno. Ho usato il tiralatte fino a che il fisico me lo ha permesso, per poi proseguire con l’allattamento misto e passare esclusivamente al latte artificiale. L’acquisto in Farmacia in alcuni casi (anche se negli ultimi anni si possono trovare promo valide anche sulla linea svezzamento) è più dispendioso. Indubbiamente il supermercato o i negozi specializzati riescono ad abbattere i prezzi. L’Auchan è tra gli Ipermercati più competitivi nel settore baby e offre un’intera corsia delle aziende più note, sia nella versione normale che speciale (ex. AR). IperCoop ha una linea BIO con latte (liquido ed in polvere) incluso e strano, ma vero, con questo prodotto i rigurgiti di Mattia sono spariti, contrariamente a quanto accaduto con le decine di marche usate in precedenza.
  4. Attrezzature: rifletti sull’idea di acquistare qualcosa nei vari mercatini dell’usato, gruppi di scambio o di vendita tra Mamme. Prima dell’acquisto verifica attentamente lo stato del prodotto: presenza di calcare, cavi intatti, pulizia, imballo e istruzioni sono sistemi che permettono di comprendere l’uso che si è fatto di uno sterilizzatore e la cura che la famiglia ha riservato allo stesso. Inoltre, valuta sempre la convenienza tra l’acquisto ex novo e l’usato, soprattutto in considerazione del fatto che tra shop online, negozi specializzati e ipermercati, non è raro trovare promo interessanti. Vuoi un consiglio? Evita la bilancia. Opta per un buon sterilizzatore e se viaggiate spesso attrezzati con uno scalda biberon portatile, utile anche per le pappe.
  5. Svezzamento: ho ripreso a lavorare quando il piccolo aveva 6 mesi. Ho trascorso un mese lontano da casa e un altro in cui uscivo la mattina e rientravo la notte. Ho ripreso a lavorare, a malincuore, a svezzamento iniziato. Ho seguito l’iter indicato dal pediatra, optando quindi svezzamento tradizionale e non autosvezzamento così come ha fatto Marta . Ho iniziato con liofilizzati e passando agli omogenizzati che in principio acquistavo e successivamente ho realizzato a casa, con risparmio e la certezza di ciò che portavo a tavola. In questa fase ho trovato utile l’acquisto di un buon omogenizzatore. Le verdure verdure arrivavano dal mercato contadino e le carni freschissime e controllate dalla macelleria di fiducia, abbattendo i prezzi dei prodotti pronti e permettendo al bimbo di mangiare sano. Ho evitato i normali omogenizzati alla frutta poiché non 100% frutta, prediligendo per le giornate fuori casa le vaschette fruttine (le trovi nella zona ortofrutta) che contengono 100% frutta cotta e che possono anche essere realizzate in casa. Se non hai la possibilità di autoprodurre gli alimenti base, pensa all’eventualità di acquistare anche il marchio supermercato.
  6. Abbigliamento: acquistare capi lowcost che garantiscono qualità dei tessuti e della lavorazione è cosa buona e giusta. Il guardaroba è ideato un anno per l’altro fino a quando la crescita lo permette, attraverso acquisti a fine saldi o fuori stagione e comunque al 70% di sconto. In questo modo ho a disposizione un’infinità di outfit/cambi dal giubbotto alle pantalone e maglie. Quando compro? A metà/fine agosto e a febbraio in alcune catene.
  7. Calzature: scegliere le scarpe giuste è importante. Personalmente opto esclusivamente per la qualità. Sull’abbigliamento acquisto nelle catene low cost, mentre per le calzature scelgo anche il luxury, rigorosamente all’outlet poiché reputo fondamentale far indossare scarpe di qualità con una suola morbida, avvolgente e conforme alla struttura del suo piede. Consiglio di verificare la presenza di outlet calzature nella zona di abitazione, in modo da acquistare la qualità e pagarla dalla metà ad 1/4 del prezzo di listino della scarpa.
  8. Carte Fedeltà: alcune insegne della GDO riconoscono sconti particolari per gli acquisti dedicati ai bimbi. Visita il sito della catena e controlla se hanno una scontistica (ex. area buoni sconto) o una tessera specifica per i neo genitori. Anche questo è risparmio!
  9. Buoni sconto alcune Aziende del settore baby hanno una sezione dedicata alla stampa di buoni da applicare sui loro prodotti acquistati in farmacie specifiche o nei supermercati. personalmente non amo i buoni sconto, la politica che si cela dietro e i meccanismi perversi che innescano nella mente degli addetti che li ricevono, perciò evito di usarli.
  10. Approfitta dell’età: alcune Aziende non considerano paganti i bimbi sotto una certa età, pertanto certe attività ti risulteranno light, l’importante è che siano compatibili con il bimbo. Ad esempio: visitare luoghi o volare/viaggiare in autobus/treno/nave con alcune compagnie è gratuito per i bimbi sotto i due o più anni.

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