Valencia in un solo weekend? Sì, è fattibile. D’altronde questa è una città da godersi in bicicletta con la convinzione che alcuni luoghi richiedono settimane per essere compresi e altri riescono a conquistarti in poche ore. E Valencia appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Solare, elegante e autentica, la terza città della Spagna riesce a mescolare storia, mare, gastronomia e architettura in un equilibrio sorprendente che ha come contorno i suoi sapori. Perciò se avete a disposizione soltanto 36 ore, niente paura: bastano un giorno e mezzo per assaporare il meglio di questa destinazione mediterranea, ma se avete qualche ora in più allora fatevi conquistare con lentezza dai suoi colori.
Ecco il mio itinerario ideale per scoprire Valencia in un weekend.
GIORNO 1: weekend a Valencia in bicicletta
La prima impressione di Valencia è quella di ritrovarmi immersa in una città a misura d’uomo, ricca di parchi e piste ciclabili, anche se il centro storico si esplora facilmente a piedi e invita a perdersi tra piazze, vicoli e facciate color pastello. La giornata inizia da Plaza de la Virgen, uno degli angoli più affascinanti della città. Qui il tempo sembra rallentare tra terrazze all’aperto, fontane e l’imponente Cattedrale di Valencia. Salire sul campanile del Miguelete è un ottimo modo per orientarsi e godere di una vista panoramica sui tetti della città.
A pochi minuti di distanza si trova il Mercato Centrale, un vero paradiso per gli amanti del cibo. Tra profumi deliziosi, prosciutti appesi e banchi di pesce freschissimo, si respira l’anima più autentica della città. Anche senza acquistare nulla, vale la pena visitarlo per osservare la quotidianità valenciana. Per pranzo non ci sono dubbi: è il momento della paella. Valencia è la sua patria e assaggiarla qui significa scoprire una ricetta molto diversa da quella che spesso troviamo all’estero. La versione tradizionale prevede pollo, coniglio e verdure locali, senza frutti di mare.
L’weekend a Valencia deve essere goduto in ogni suo attimo. Nel pomeriggio il paesaggio cambia completamente. La Città delle Arti e delle Scienze appare quasi come una scenografia futuristica. Progettata da Santiago Calatrava, è uno dei simboli della Valencia contemporanea. Anche chi non visita i musei o l’acquario rimarrà affascinato dalle forme avveniristiche degli edifici che si riflettono nelle grandi vasche d’acqua. Il consiglio è di arrivare qui nel tardo pomeriggio, quando la luce diventa più morbida e regala fotografie spettacolari. Il tardo pomeriggio prosegue nel quartiere di Ruzafa, il più vivace e creativo della città. Gallerie d’arte, bistrot, cocktail bar e locali frequentati dai valenciani trasformano questa zona nel luogo perfetto per una cena rilassata e un dopocena all’insegna dell’atmosfera locale. La nostra serata invece si conclude nel nostro quartiere: Benimaclet di cui vi spiegherò perché la scelta della zona universitaria.

Dove noleggiare le biciclette? Ci siamo avvalsi del servizio di VALENBISI. Per noleggiare le bici devi scaricare l’app, creare un account e attivare il servizio. Tramite l’app puoi verificare le postazioni. I primi 30 minuti di noleggio sono gratuiti. Si tratta di un attività disponibile 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Attenzione, prima di ripartire, disattiva il servizio per evitare addebiti periodici, com’è successo a me. E’ sufficiente una mail al customare care e in mezza giornata il servizio è disattivato.
GIORNO 2: Oceanografico e Città delle Arti e delle Scienze
La seconda giornata del nostro weekend a Valencia è dedicata a uno dei luoghi simbolo della città: l’Oceanogràfic, il più grande acquario d’Europa e una delle attrazioni più visitate della Spagna. Situato all’interno della spettacolare Città delle Arti e delle Scienze, ospita ecosistemi provenienti da tutto il mondo. Dalle profondità del Mediterraneo alle acque gelide dell’Artico, il percorso permette di osservare squali, beluga, delfini, pinguini, tartarughe marine e centinaia di altre specie. Il tutto è diviso in 15 habitat, ognuno dei quali ospita una specie di animali.
Il momento più emozionante? La visita che non ti aspetti che ci è stata proposta al botteghino da una ragazza gentilissima, ovvero il dietro le quinte delle vetrate dell’acquario visitate da tutti i turisti. Abbiamo acquistato i biglietti la sera prima per il mattino successivo e siamo stati accompagnati da una guida esperta che ci ha spiegato il lavoro che si cela dietro alle attrazioni, alla vita e alla cura dei loro ospiti e alle attività di studio e ricerca che effettuano. Abbiamo così imparato a conoscere i singoli squali e tartarughe dalle loro caratteristiche fisiche aldilà della loro specie, imparando così anche quegli aspetti che i vari esperti prendono in consoderazione per l’alimentazione o il trattamento di uno anzichè l’altro, senza possibità di confusione tra di loro.
Solo successivamente abbiamo visitato i 15 habitat. E’ sicuramente suggestivo attraversare il lungo tunnel sottomarino circondati da squali e razze che nuotano sopra la testa. Un’esperienza che riesce a stupire sia gli adulti sia i bambini che osservano affascinati da questa vicinanza incredibile.
Quanto tempo occorre per la visita? Per visitarlo senza fretta conviene dedicare almeno una giornata. Tra padiglioni tematici, aree all’aperto e spettacoli educativi, il tempo vola letteralmente.
Quanto costa il biglietto? Dipende dall’età, dalle attività scelte, etc. Sì, se porti con Te la disability card o il verbale di concessione dello status di portatore di handicap Tu e l’accompagntore avete diritto ad uno sconto. Anzi, l’accompagnatore non paga.
Come raggiungere l’Oceanografico dal centro? Il primo giorno abbiamo utilizzato le biciclette e percorso il Giardino del Turia che ha una ciclabile che lo costeggia fino all’area del Museo delle Scienze. Il giorno successivo abbiamo preso la metropolitana o meglio la linea 10 di Metrovalencia che si collega direttamente al complesso della Città delle Arti e delle Scienze. Da stazioni come Alacant, Xàtiva o Colón, prendi la linea 10 in direzione Natzaret e scendi alla stazione Oceanogràfic. La stazione si trova proprio di fronte all’ingresso dell’acquario. È completamente accessibile con passeggini e in sedia a rotelle.
Quali sono gli orari dell’Oceanografico? Gli orari di apertura dell’Oceanografic di Valencia variano a seconda dei periodi dell’anno. In bassa stagione (da novembre a marzo) è aperto dalle 10:00 alle 18:00 (dalla domenica al venerdì) e dalle 10:00 alle 20:00 (il sabato). Da aprile a giugno e da settembre a ottobre è aperto dalle 10:00 alle 19:00 (dalla domenica al
Quindi? Vale la pena un toccata e fuga di sole 36 ore a Valencia? Assolutamente sì. È una destinazione perfetta per chi cerca un weekend europeo dal ritmo rilassato, senza rinunciare alla cultura, al buon cibo e al fascino del Mediterraneo. E come spesso accade con i luoghi più sorprendenti, la sensazione al momento della partenza sarà una sola: quella di voler tornare presto.
Come raggiungere Valencia dall’Aeroporto? Seguite il percorso per la metropolitana e in 10 minuti, con un biglietto ricaricabile, raggiungerete il centro attraverso le linee 3 o 5. Il tragitto dura circa 20-25 minuti e i treni passano ogni 15-20 minuti. Il biglietto costa 4,80 €, a cui aggiungere 1 € per il supporto ricaricabile della tessera. In 2, l’addetta della metro mi ha fatto acquistare un solo supporto ricaricabile da obliterare 2 volte ad ogni entrata ed uscita (una per mio figlio ed una per me).
Dove alloggiare? Per me e mio figlio, viaggiando da sola con un 12enne, ho scelto il quartiere universitario di Benimaclet, con la metropolitana davanti all’ingresso dell’albergo. Ho optato per questa zona, anziché il centro, per godere di una Valencia meno turistica e più vicina alle abitudini di chi la vive quotidianamente, ma anche una Valencia multietnica, giovane e dinamica. La scelta si è rivelata la migliore. Il quartiere ha permesso di avere a disposizione ogni tipologia di servizio: pizzeria, pub, ristoranti di ogni nazionalità, caffetterie e soprattutto supermercato dove acquistare frutta fresca e bevande, Farmacia, fino all’emporio per comprare l’accendino per la candelina da sistemare sopra un grande muffin al cioccolato fondente per il mio compleanno. E qui una passeggiata tra street art e casine basse e colorate concedono la sensazione di passeggiare per un borgo. I colori sono vivaci e l’atmosfera è rilassata e lontana dal traffico del centro.
Cosa mangiare a Valencia? Senza ombra di dubbio la paella valenciana che è a base di pollo e coniglio, anche se personalmente preferisco quella a base di pesce e senza ombra di dubbio la paella che io e Mattia abbiamo mangiato al mercato de La Boqueria a Barcellona ci è rimasta nel cuore.
Valencia è cara? No, direi di no, ma dipende da cosa vuoi fare. la soluzione migliore è un Hotel con pernottamento e prima colazione, muoversi con i mezzi di trasporto pubblico, sfruttare le zone meno turistiche sia per i supermercati che per le attività ristorative a prezzi più competitivi.
Cosa comprare a Valencia? Scontato dire che Mattia ha scelto il completino ufficiale del Valencia Club de Fútbol e nello stesso store ufficiale ha trovato un bel paio di guantoni da portiere. Ma perché lo stemma della squadra ha un pipistrello? Il pipistrello nello stemma del Valencia CF non nasce dal calcio, ma dalla storia della città di Valencia stessa. Il club, fondato nel 1919, adottò infatti il pipistrello perché era già presente nello stemma cittadino. Secondo una tradizione medievale, durante la conquista cristiana di Valencia nel 1238 un pipistrello si posò sullo stendardo del re James I of Aragon. Il re lo interpretò come un segno di buon auspicio e, dopo la vittoria, il pipistrello divenne un simbolo della città. Un’altra versione della leggenda racconta che l’animale avvisò l’esercito di un attacco notturno nemico.
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Buone vacanze!






