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favette con uova

Fave fresche con le uova

Le fave fresche con le uova strapazzate? Un secondo piatto di stagione nutriente e saporito, che profuma di casa. Anche questa ricetta contadina proviene da Nonna Antonietta che l’ha tramandata a mamma. E come la frittata di patate, anche questo è un piatto ricco e nutriente ottimo per la cena o anche un picnic. Che poi il profumo di questa pietanza è talmente buono ed inconfondibile che difficilmente non te ne affezionerai. Ma ricorda: per realizzare le fave fresche, fritte, con le uova strapazzate ti servono le favette piccole, quelle tenere e saporite da aggiungere eventualmente a mezza cipolla fresca.

La primavera è inoltrata e tra le verdure di stagione ci sono le fave. In questo periodo, in casa nostra ci si appresta a fare grandi scorpacciate di favette fresche semplicemente mangiate così: con pane, olio di casa, sale e qualche fetta di formaggio. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso.

E quando stanchiamo questo legume fresco come lo riproponiamo a tavola?!? Fave fresche, fritte, con le uova strapazzate!!! Le cucino in padella così come le ha sempre portate a tavola la mia mamma che ha imparato da Nonna Antonietta. Sì. Perché le favette fresche con le uova sono tipiche della terra di Sardegna.

Quali fave utilizzare per questo piatto? Per cucinare le fave fresche, fritte, con le uova strapazzate compro dal contadino solo le fave piccole, quelle di un verde più intenso, appena raccolte. Se non riesco a trovare le favette piccole, uso le medie (quelle non particolarmente grandi che in cottura perdono la parte esterna/buccia) e le taglio a metà.

Come riconoscere le fave fresche appena raccolte? Hanno il baccello fresco, croccante e di un verde brillante. Già nel prenderle in mano vi rendete conto che sono state raccolte il giorno prima.

Come mangiare le fave con l’uovo? Sono ottime come secondo piatto o anche per un antipasto, sopra una bruschetta. Potete aggiungere mezza cipolla fresca che arricchisce il piatto con si sposa benissimo con l’uovo.

Qual è il periodo delle fave? Questi legumi si seminano in autunno e raccolgono tra marzo ed aprile, a seconda della regione più o meno calda. La raccolta varia di regione in regione.

Posso congelare le fave? Certo! Puoi sgranarle, lavarle, asciugarle, riporle in un sacchetto e poi sistemarle in congelatore, dove durano anche 10/12 mesi. All’occorrenza sistemale direttamente in padella con olio evo e procedi a normale cottura. Tra l’altro il etodo del congelatore è ottimo quando rimangono pochi baccelli e non sai come utilizzarli. Sgranali e sistemali in frigo, aggiungendo di volta in volta. Sicuramente troverai l’occasione per porlarle a tavola.

Ricetta delle fave fresche, fritte, con le uova strapazzate per 2 persone:
1/2 kg di fave fresche da sgranare
1/4 di cipolla
3 uova fresche
olio evo q.b. e sale
acqua q.b.

Bruschetta con favette e uova strapazzate

Procedura:
1) sgranare le fave, lavarle con cura.
2) Sminuzzare la cipolla e riporla in una padella antiaderente con un fondo d’olio.
3) Accendere la fiamma media e appena la cipolla inizia a sfrigolare, aggiungere le favette.
4) Abbassare la fiamma e girare ripetutamente.
5) Quando le fave iniziano a colorarsi e vi rendete conto che rischiano di bruciarsi, aggiungere un goccio d’acqua fino a cottura ultimata.
6) Le fave saranno cotte quando risulteranno morbide.
7) A questo punto, aggiungere le uova, salare ed eventualmente aggiungere un pizzico di pepe.
8) Con un mestolo di legno, strapazzare le uova.
9) Ultimare la cottura.
Sono ottime calde, ma anche fredde.

Cos’è il favismo? Il favismo è un’anomalia genetica che richiede, a chi ne è soggetto, di evitare l’assunzione o il contatto con le fave, i piselli e la verbena. Questa malattia è ereditaria ed è particolarmente diffusa in regioni ad elevata incidenza, come la Sardegna. La causa è l’assenza dell’enzima glucosio-6-fosfato-deidrogenasi (G6PD) che è naturalmente presente nei globuli rossi e assente nei soggetti affetti da favismo. L’assunzione o inalazione di questi alimenti comporta crisi emolitiche più o meno gravi. Gli effetti sono: ittero, forte anemia, debolezza, pallore, disfunzioni renali, dolori all’addome, nausea e vomito. Il favismo viene riscontrato a mezzo analisi del sangue.