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Meccanismi di Tutela Contro gli Abusi delle Compagnie Telefoniche

Dopo aver parlato dei meccanismi di tutela contro i Call Center insistenti, impossibile non trattare un altro grande problema, ovvero come intervenire quando le compagnie telefoniche attivano servizi non richiesti o addebitano costi non previsti.
Che il mal tolto sia di soli 10 euro o 300/400 euro, l’importante è muoversi celermente e documentare l’accaduto.
Ma partiamo da principio, chi non si è mai fatto allettare dall’idea di regalarsi un telefono nuovo, pagando un tot al mese anche per 30 lunghi mesi, oppure una connessione portatile per PC o un qualsiasi altro servizio.
Accade spesso e accade per varie ragioni ed è normale che succeda visti i bombardamenti mediatici delle Aziende di Telefonia che promettono in grande e riportano in minuscolo clausole non sempre felici.
La verità è che se ci facciamo due conti ci chiediamo:

  1. sarà mai sicuro affidare ad una compagnia telefonica l’addebito sul conto corrente delle spese di telefonia? Ci fidiamo o no?
  2. In 30 mesi a 10/15/20 euro al mese quanti telefoni riuscirei ad acquistare e se proprio devo, rata in più o rata in meno, perché non stipulare un contratto di finanziamento con un rivenditore di tecnologia?
  3. In 30 mesi può accadere di tutto, come far cadere il telefono dal secondo piano e dover pagare per altri tot mesi un debito che ci logorerà.

Iniziamo con il chiarire il perché il Sepa (ex Rid) può non essere la soluzione migliore per garantirci l’offerta super mega vantaggiosa, facendo presente che l’Antitrust ultimamente sta bacchettando troppo spesso le compagnie telefoniche, causa pratiche scorrette, (tra cui quelle che hanno ridotto la mensilità a 28 giorni o attivato servizi a pagamento, all’insaputa dell’ignaro cliente) e già  questo è un campanellino d’allarme.
Certo, non tutte le Compagnie sono uguali e non tutte usano questi sistemi, come è vero che qualche volta a sbagliare è anche il Cliente, ma poniamo di essere nella ragione e poniamo che ci venga attivato un abbonamento ad un servizio che non abbiamo mai richiesto e che impoverisce il conto. 

Il primo passo da muovere è richiedere l’immediata cancellazione del servizio e il rimborso degli importi ingiustamente addebitati.
Attenzione, immediata è da intendersi in maniera letterale, poiché accade spesso che arrivi un primo messaggio di attivazione servizio e 1/2 ore dopo quello di addebito.
In ogni caso è bene non tralasciare i torti accettando di buon grado l’addebito, anche se o
biettivamente, contattare un operatore telefonico di alcune compagnie, risulta sempre più difficile, se non impossibile. Mettiamoci poi che nemmeno i Social aiutano, poiché visitandoli appaiono un muro del pianto, in cui il messaggio di routine è: scrivi a questo link e ti risponderemo, io aggiungo “a babbo morto!”.
Quando e se finalmente qualcuno risponde da quel call center, poi accade che non sia in grado di comprendere le problematiche, poiché non parla la nostra lingua.
E allora?!?
Che sia l’attivazione di un servizio non richiesto o qualsiasi altra problematica, qualora gli addebiti non siano effettivamente chiari e in caso di assenza di giustificazioni congrue, la soluzione migliore è bloccare il Rid/Sepa e passare al caro vecchio bollettino postale.
Questo passo però potrebbe comportare dei problemi qualora il contratto non sia scaduto e sempre che voi vogliate proseguire il rapporto. Per ovviare sarà sufficiente far seguire immediatamente una Raccomandata A/R che comunica il blocco dell’autorizzazione all’addebito, la richiesta di rimborso delle somme illecitamente addebitate, il pagamento a mezzo bollettini specificando gli abusi, menzionando la segnalazione agli organi competenti.
Stessa prassi se decidete di chiudere il rapporto: blocco Sepa, raccomandata a cui seguirà il conteggio da parte dell’operatore delle somme dovute a chiusura contratto e la restituzione del materiale in comodato d’uso qualora prevista da contratto.
Per il rimborso delle somme non autorizzate messe in pagamento dalla Banca, come si procede?
1) addebito senza mandato? Chiedi il rimborso alla Banca entro 13 gg dall’addebito;

2) addebitato con mandato, ma sussistono contestazioni verso il creditore? Il debitore può richiedere il rimborso entro 8 settimane dall’addebito.

Altro problema è quello relativo alle Società di Recupero Crediti a cui le compagnie telefoniche cedono i crediti e che spesso utilizzano toni maleducati o pratiche scorrette di terrorismo telefonico volte ad indurre il Cliente al saldo della fattura.
Ebbene, chiariamo alcuni aspetti:

  • nessuno può utilizzare toni non adeguati al cortese sollecito, nessuno può minacciarvi di inviare l‘Ufficiale Giudiziario, nessuno può presentarsi a casa per riscuotere la somma in quanto per fare ciò occorre un titolo esecutivo, un ufficiale giudiziario e non una semplice diffida ad adempiere, di parte.
  • l‘operatore che vi contatta deve qualificarsi e comunicare i crediti e la Società da cui li ha acquisiti e se in numero di telefono è anonimo avete diritto di richiederlo. Sappiate che la Società  di Recupero Crediti non potrà  mai adire le vie legali, poiché non ne ha il diritto, qualora la Compagnia Telefonica non abbia provveduto ad un tentativo di conciliazione con il cliente, come previsto dalla legge.
  • Comunicazioni: esclusivamente a mezzo raccomandata a/r, nella quale spiegate le ragioni per cui la richiesta è illegittima, anticipate che in caso di protrarsi delle molestie provvederete a tutelare i vostri interessi a mezzo legale.
  • Chiedete espressa comunicazione di chiusura pratica per credito inesistente.
  • Segnalazione del debitore al CRIF: è possibile solo se il debito è contratto con una banca o una finanziaria.
  • Gli abusi delle Società di Recupero Crediti sono perseguibili per legge qualora configurino reati come minaccia, estorsione, tentata truffa, stalking.
  • Divieto assoluto di inviare plichi, di affiggere avvisi che riportino menzione al debito o di comunicare lo stesso a terzi.
  • Qualora la situazione diventi ingestibile, rivolgersi ad un legale o ad Associazioni di Consumatori.

Se spesso sono le Compagnie Telefoniche a perpetrare abusi, in tante altre situazioni i Clienti usano il passaggio da una compagnia all’altra per tenersi l’ultimo modello di SmartPhone, senza pagare le rate. Così il Garante della Privacy ha dato il beneplacito alla creazione della S.I.Mo.I.Tel. ovvero un registro dei morosi nel pagamento delle bollette del telefono. Nel registro non finiranno coloro che non hanno pagato le bollette a causa di difficoltà economiche momentanee o per ritardi occasionali. Prima dell’iscrizione verrà inviato un avviso preventivo, con le informazioni sui pagamenti non regolarizzati che resteranno conservate per 36 mesi per poi essere cancellate automaticamente.

In conclusione: tuteliamoci, comunichiamo con raccomandata a/r, a prescindere dal vadevecum ogni situazione va ponderata singolarmente e Associazioni Consumatori o Legali sono le persone a cui rivolgersi per la risoluzione efficace dei problemi.