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5 modi per rivendere gli oggetti inutilizzati – #iorisparmio

Hai oggetti inutilizzati? Come rivenderli?
Se apro l’armadio della cameretta e come nei cartoni animati, mi ritrovo letteralmente schiacciata da una marea di oggetti! Riesco a sfuggire alla valanga e la osservo: set di radioline, scalda biberon, 9 giubbini, scarpine, set fondue, quadro con gli angeli, base 3 ante, mobiletto, scarpe uomo mai indossate, etc. etc.

Il fatto è che il matrimonio e la nascita di un bimbo sono fonte di accumulo seriale, così tra una cosa e l’altra credo di avere in casa svariate centinaia di euro impolverate che aspettano di essere spese.
Osservo, miro e rimiro e penso ad Elena. L’idea di questo post mi è venuta leggendo l’ultima fase del metodo Konmari, di Idee per Sharing.
Elena è fonte di ispirazione e outing con la sua essenza ordinata e precisa. La definirei l’opposto rispetto a Me: scapestrata, perennemente incasinata ed affannata! 🙂
L’ultima fase del riordino della vita di Elena prevede l’eliminazione “degli oggetti misti” e presa da questa operazione, ci ha spiegato come li ha monetizzati e da qui nasce il mio vadevecum.
Ma come e dove rivendere elettrodomestici mai utilizzati, regali di matrimonio mai scartati, completini bimbo mai utilizzati e scarpette firmate semi nuove? Ecco 5 modi per monetizzare gli oggetti a noi superflui:

  1. gruppi facebook dedicati a scambio/vendo/regalo merce per città/provincia/regione. Fotografate l’oggetto mettendolo bene in evidenza, scrivete un annuncio chiaro e pubblicatelo. Fate attenzione ai profili falsi, siate chiari nella fase di trattativa e fissate un luogo di scambio pubblico, dove vi recherete accompagnati. Non fatevi raggiungere a casa, evitate problemi e se l’oggetto è ingombrante (un mobile, una poltrona, etc.) riponetelo in un garage per evitare visite indiscrete in casa.
  2. Annunci su portali come Subito.it, kijiji, eBay, Bakeca, Vivastreet. Ebay applica una commissione sulla vendita, pari al 9% circa. Nell’annuncio precisa i costi di spedizione e richiedi il pagamento anticipato o in contrassegno. Per capi e accessori firmati, potete usate anche portali come PrivateGriffe. 
  3. I mercatini dell’usato stanno prendendo piede. In alcune città si possono trovare in pieno centro e sono organizzati come veri negozi per bimbi, in cui l’usato è quasi pari al nuovo o addirittura mai scartato. Se optate per questo sistema, dovete sapere che spesso la merce viene trattenuta in supervisione e dopo una cernita, il negoziante provvedere a fare un offerta. All’importo della vendita andrà scorporata la percentuale spettante al titolare del mercatino. Un consiglio: prima di portare gli oggetti al mercatino, passate per una visita e chiedete informazioni sui costi del conto deposito.
  4. Mercatini della domenica/hobbisti/etc. dove mettere in vendita borse e capi di un certo livello, ma anche ogni altro oggetto interessante. Attenzione, non tutti questi mercatini sono liberi, verificate con l’organizzazione costi di partecipazione e regole.
  5. Se devi liberare una cantina, un’abitazione o una soffitta verifica la presenza di “svuotatutto” nella tua città. Si tratta di persone o società che valutano lo stato dell’accumulo e se interessati vuotano in cambio degli oggetti.

I miei consigli:

  • annunci online, aste, gruppi facebook: specificate i difetti e fotografateli. Una volta chiariti tutti gli aspetti della vendita, riportate la dicitura “come visto e piaciuto”.
  • Imballate gli oggetti in maniera da evitare rotture e fotografate l’interno del plico, in modo da crearvi delle prove della Vostra Buona Fede in caso di eventuali contestazioni, prevenire è meglio che curare.
  • Spedizione tracciata sempre e comunque.
  • La presenza dello scontrino aiuta la vendita.
  • Fatevi 4 conti: date una valutazione economica all’oggetto, sommate spese di spedizione o spese dovute al gestore del mercatino. Prendete in considerazione gli aspetti: risparmio se vendete voi in città, libertà da discussioni per vizi se mettete il tutto in mano al mercatino, rischio spedizione e contestazioni.
  • Non mettete in vendita ciò che non comprereste mai, poiché usurato o gravemente danneggiato.
  • Prima di recarvi al mercatino, prima di fare delle foto è consigliabile lavare le attrezzature o i capi.
  • Donazioni ai diretti interessati: asili privati o gestiti dalla Chiesa; amici che hanno un bimbo e potrebbero averne necessità, senza urtare la loro sensibilità; vicini con bimbi appena nati; consegna al sacerdote o direttamente a famiglia disagiate che possiamo incontrare nei nostri percorsi quotidiani.

Quindi: no all’accumulo seriale, no all’accumulo nei cassonetti della spazzatura e si al riciclo che spesso porta denaro nelle nostre tasche!

Grazie Elena per l’idea! 😉