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gueffus

Ricetta dei Gueffus di Sardegna

Adoro i Gueffus fin da quando ero piccina. No. Non è per quell’aspetto a caramella, coloratissimo, bensì per quel sapore di mandorla intenso. In realtà non li ho mai chiamati Guelfi e solo recentemente ho scoperto che c’è chi li appella così.

Così, in questi giorni mi sono fatta venire qualche voglia: di pardule, di amaretti e naturalmente di Gueffus! Ho preso in mano la vecchia agenda. L’ho sfogliata. Ho trovato la ricetta e portato un pizzico di profumo della mia Sardegna nel mio coloratissimo Abruzzo.

I Gueffus sono delle palline alla mandorla, aromatizzate con limone e in questo caso del liquore al mirto fatto in casa.
Hanno un profumo che mi ricorda l’infanzia, quando, in uno dei tanti luoghi di Sardegna in cui ho vissuto, osservavo a bocca aperta abili mani di donne che preparavano dolci come se non ci fosse un domani, in vista di un matrimonio festeggiato in casa (con tutto il paese o quasi), per Natale o per la Pasqua.
L’autoproduzione non sempre è risparmio, ma è comunque una grandissima soddisfazione vederli nascere tra le mie mani.

Gueffus

Ingredienti per circa 20 gueffus:

  • 250 g di mandole pelate e macinate
  • 250 g di zucchero semolato 
  • la buccia grattugiata di un limone bio
  • 1/2 bicchiere di acqua o di fiori d’arancio
  • 1/2 bicchierino di limoncello o di mirto

Procedura:

  • in un tegame unire l’acqua e lo zucchero che dovrà sciogliersi perfettamente.
  • Portare ad ebollizione.
  • Aggiungere le mandorle, il liquore e la buccia del limone.
  • Far ridurre fino ad ottenere un impasto uniforme (qualche minuto).
  • Spegnere il fornello.
  • Stendere l’impasto su una pirofila e far raffreddare.
  • Preparare le palline e per agevolarvi bagnate leggermente il palmo della mano con del liquore.
  • Passare nello zucchero.
  • Lasciarle asciugare una notte.
  • Avvolgere in carta alluminio.
  • Avvolgere nella carta velina.

Consigli:

  • L’acqua di fiori d’arancio ha un gusto forte, eventualmente utilizzate metà dose di acqua e metà di fiori d’arancio.
  • Preparare un pochino di sciroppo in più (di scorta se l’impasto è asciutto). 
  • Prevedere 50/100 g di mandorle in più qualora l’impasto fosse troppo molle.
  • La ricetta originale prevede zucchero e mandorle in parti uguali, personalmente preferisco meno dolcezza e riduco lo zucchero a 150/180 g circa.
  • Potete fare anche il procedimento a freddo, senza cottura delle mandorle, preparando lo sciroppo e unendolo alle mandorle assieme al liquore. In questo modo il gusto del liquore sarà un pochino più forte, perciò fate attenzione con i bambini. Altrimenti aggiungere il liquore all’acqua e zucchero, in cottura l’alcool evapora.
  • Consiglio di avvolgere i gueffus nella carta alluminio per mantenerli più freschi e preservarli dai coloranti della carta velina.

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