Una famiglia in progress tra storie di cucina, risparmio e vacanze low budget

Bio, autoproduzione, risparmio: intervista a Sonobio.com

Ma bio e risparmio possono convivere? Insomma, il bio sarà più buono e più sano, ma non è poi così economico.
O forse sbaglio?
Da dove iniziare ad autoprodurre? Cosa significa risparmiare con l’autoproduzione, ma poi si risparmia veramente?
Come produrre detersivi in casa?
Quando l’autoproduzione può diventare un lavoro?

Quante volte ci siamo poste queste domande? Io spesso!!! Così, sulla mia strada ho incrociato Khadi, Mamma e Bio-Architetto che autoproduce e vive bio.
Con Lei è stato feeling immediato! Una sbirciata al suo Blog  Sonobio.com. La scoperta di tante ricette per la casa e la cura della persona. Quelle facili da cui possono iniziare anche quelle Mamme un pochino disastro come me, che di inci, materie prime e tanto altro poco masticano.
Ma sapete che vi dico? Facciamo parlare Lei.

Grazie Khadi!

Il risparmio è bio, lo spreco NO! Lei è Khadi e di questo motto ne ha fatto uno stile di vita. Da 8 anni produce tutto o quasi in casa. Sì, ama uno stile di vita semplice, ma nella sua semplicità non rinuncia a certe comodità perché vivere bio, vivere al risparmio deve comunque andare a braccetto con il vivere bene. Chi è khadi, la Mamma Architetto che vive BIO? Nella vita di tutti i giorni cosa fai?

  • In questo momento della mia vita sono prima di tutto una mamma homeschooler, lenta come un bradipo in letargo che, nonostante tutto, combatte ogni giorno per ritagliare del tempo per i progetti personali, senza rinunciare ai progetti familiari e di vita e al bisogno profondo di mettere in pratica ciò in cui crede.
    Penso che in ogni situazione che viviamo, per quanto difficile, ci siano grandi opportunità da cogliere. Il mio blog SonoBio e tutti gli altri blog che ho seguito in questi anni sono stati una grande opportunità per sviluppare competenze alternative. Ho iniziato con un sito professionale attraverso il quale, in qualità di “bio”-architetto, erogavo consulenze e servizi sul risparmio energetico e mi sono ritrovata con un sito attraverso il quale condivido uno stile di vita sostenibile, non solo dal punto di vista delle risorse, ma soprattutto dal punto di vista etico e dei valori.
    Quello che perseguo non è tanto una “vita bio”, ma una vita etica non impattante, lontano dagli sprechi e dalle mode, semplice, autentica e soddisfacente.

Quando e perché nasce Sonobio.com?

  • Quella di SonoBio è una storia al contrario. Normalmente si inizia a bloggare per passione e poi arrivano le strategie di monetizzazione. SonoBio invece nasce su piattaforma blogger e con altro nome come anello di una strategia di marketing legata ad un progetto per commercializzare anche in Italia un piccolo business francese di oli cosmetici ed essenze.
    Attraverso il blog pubblicizzavo i prodotti e nel frattempo imparavo tantissimo su rimedi naturali, cosmetici e autoproduzione e mi appassionavo sempre di più. Tanto che, quando la titolare della ditta ha deciso di chiudere, io ho invece continuato, modificando il nome del blog e acquistando il dominio.
    Da quel momento in poi, SonoBio è diventato il luogo in cui imparavo e condividevo la nuova casalinghitudine creativa che ben si conciliava con la mia scelta di vita e i miei valori etici. Allo stesso tempo il blog era anche un quaderno degli esercizi attraverso il quale sperimentavo, in piccolo, vari modelli di business per blogger e mi avvicinavo, non senza una certa reticenza, al mondo dei social.
    Un cammino molto lento rispetto ad altre blogger, ma consapevole e riflettuto.
    Non m’interessavano e non m’interessano i risultati dal punto di vista dei numeri, m’interessa imparare. Imparare a fare il pane e il couscous, imparare a fare i cosmetici e i detersivi, imparare a essere più organizzata (speriamo!!), imparare la Seo, imparare come e perché un blog può diventare o no un lavoro, imparare a costruire, a condividere tutto quello che so e dare anche ad altre donne l’opportunità di cogliere nella casalinghitudine non un motivo di frustrazione, ma un trampolino di lancio, un’occasione per cambiare vita e rinascere.

Bio e risparmio possono andare di pari passo? Insomma, se gironzoliamo per supermercati, mercati e negozietti la riflessione a cui arriviamo è bio sì, ma costa però! Khadi è davvero così?

  • Effettivamente 9 anni fa, quando ho iniziato a interessarmi di cosmesi ecobio, era davvero così. Non si trovavano prodotti ecobio lowcost in nessun supermercato e proprio questo è stato uno dei motivi che mi hanno spinto verso la cosmesi fai da te e l’autoproduzione. In questi anni c’è stata un’evoluzione pazzesca, un cambiamento epocale direi e oggi non si fa fatica a trovare prodotti discreti a prezzi accessibili anche nei supermercati. Certo, non è facile identificare prodotti davvero validi: ci sono prodotti che sono davvero con Inci verde però sono vuoti e prodotti che pur dichiarando di essere “verdi” in realtà di verde hanno solo la confezione. Per stare un po’ tranquilli si può scegliere i prodotti certificati, ma non tutti i prodotti certificati bio lowcost sono di qualità e ci soddisfano. Orientarsi non è facile, è vero!

Un decennio di spignattamenti. Autoproduci e consumi. Direi una catena di montaggio che profuma di cose semplici e vita di un tempo. Da dove si inizia? 

  • Si inzia essenzialmente dal bisogno di ritrovare una vita lenta, di riacquistare un saper fare che abbiamo perso, dalla voglia di curarsi con semplicità, senza star dietro ai brand e alle mode del momento. Almeno è stato così nel mio caso.
    Sin da ragazza sono sempre stata affascinata dai rimedi naturali e dai profumi dell’erboristeria, tanto da sognare di aprirne una tutta mia. Poi la vita è andata in un’altra direzione (e menomale, perché non credo sarei stata poi così felice di gestire un negozio fisico!) ma ci sono passioni che ti si annidano dentro e restano latenti, fino a quando non trovano uno sbocco per venir fuori ed esprimersi.
    Tutto è partito con un’allergia – un bruciore agli occhi che diventava insopportabile se mi spalmavo sul viso una crema commerciale – e con la necessità di trovare prodotti per la cura del viso che non mi dessero fastidio. Così ho iniziato i test, gli esperimenti con mix di oli e idrolati. Da lì alle emulsioni il passo è stato breve e mi sono ritrovata spignattatrice senza nemmeno accorgermene.

Autoproduzione e risparmio possono andare a braccetto? Insomma, tra lo spignattare e l’acquistare bello e pronto nel vasetto, quali sono le differenze economiche?

  • L’autoproduzione può essere un ottimo modo per risparmiare, ma esiste un punto di equilibrio ben preciso che bisogna trovare. Il rischio è quello di appassionarsi talmente tanto da trasformare l’acquisto delle materie prime necessarie per produrre i cosmetici in casa in una specie di collezionismo fine a se stesso. Ma se collezionare francobolli o monete ha senso perché più passa il tempo più acquisiscono valore, le materie prime hanno una data di scadenza e più passa il tempo e più… ammuffiscono.

Spignattiamo assieme? Una ricetta dedicata alla casa che anche alla Mamma più imbranata (come me!) riesce e che può diventare l’amica delle pulizie veloci tra lavoro, bimbi, cucina e chi più ne ha più ne metta.

  • Uno dei preparati per la casa di cui ormai non faccio più a meno è quello a base di acetolito di agrumi, con cui possiamo realizzare lo spruzzino per pulire le superfici della cucina, il detersivo per i pavimenti, un balsamo per capelli e altri svariati prodotti.

Acetolito Profumato agli agrumi per Pulizie di Casa e Cosmesi

Lo consiglio a chi cerca una soluzione facile e multitasking per iniziare con l’autoproduzione.

Inci Inci delle mie brame!!! La verità è che non riesco a leggere gli ingredienti di un cosmetico e, come me, tante altre Mamme. Ti chiedo qualche pillola che ci aiuti a capire quando un detergente o un cosmetico deve essere assolutamente evitato.

  • Detto tra noi non penso che ci siano cosmetici che devono essere assolutamente evitati. Insieme alla “moda” ecobio si è anche creato un allarmismo eccessivo, rispetto a questi temi.
    Personalmente sono contro questa moda che pretende di semplificare questioni complesse e ridurle ad una segnaletica stradale. C’è bisogno di una “consapevolezza” ecobio, non di una banalizzazione del problema a suon di slogan e manifesti.
    Il fatto che si parli di liste degli ingredienti addirittura “nocivi” o “tossici” nei cosmetici è un’esagerazione che provoca un inutile allarmismo.
    Certo esistono ingredienti “dubbi” che è meglio evitare per una nostra sicurezza, perché potrebbero procurare problemi con un uso prolungato, per esempio antitraspiranti nei deodoranti, petrolati, siliconi e, in pratica, tutti i conservanti (non solo i parabeni!) che essendo letali per muffe e batteri, non possono far bene alla nostra pelle.
    Il mio consiglio è sì di scegliere prodotti bio certificati, tra quelli economici del supermercato, ma senza stressarsi e senza troppa fiscalità.
    Dal punto di vista dell’ambiente, lo smaltimento dei contenitori di plastica che ancora ci vengono propinati pesano molto più della minima percentuale di EDTA presente in uno shampoo e dal punto di vista della pelle, non è detto che un prodotto ecobio sia meno allergenico di uno non bio, questo va da caso a caso.
    Effettivamente io avevo dei problemi e li ho risolti, quindi continuo per la mia strada, ma so che non per tutti è così.

Quando l’autoproduzione può diventare un lavoro? 

  • L’autoproduzione diventa un lavoro quando non è più autoproduzione. Purtroppo in Italia abbiamo leggi molto restrittive e non è possibile far certificare i propri cosmetici fatti in casa e venderli, mentre per esempio in Inghilterra sì.
    In Italia la trafila per aprire un laboratorio cosmetico è abbastanza lunga e noiosa, le spese sono notevoli e ci serve tanta determinazione per partire e andare avanti. Tempo fa ho scritto un post dedicato alle pratiche tecniche necessarie per mettere in regola un locale da adibire a laboratorio cosmetico.

Come aprire un laboratorio per vendere i miei cosmetici fatti in casa

Da allora, quasi ogni settimana, mi arrivano mail in cui mi vengono chieste le informazioni più disparate sul tema. E’ un argomento che sta prendendo sempre più piede e, vista anche la domanda, un lavoro molto ambito.

Parliamo di Mamma Khadi: che tipo di Mamma sei? Come concili il Sono Bio con la vita e le esigenze moderne? 

  • Forse sarà colpa della homeschooling, però più che mamma mi sento che dovrei essere la coach di casa, anche se raramente mi riesce. Sono una disorganizzata cronica e faccio molta fatica a gestire la vita domestica, però quel pizzico di creatività che cerco di mettere nel quotidiano ala fine compensa un po’ il disastro organizzativo e comunque si va avanti lo stesso tra momenti di assoluto relax e grandi galoppate di ricorsa. Come mamma, insomma, sono un po’ buffa, mi sento ancora abbastanza figlia, però alla fine in famiglia ce la caviamo lo stesso.

Progetti futuri?

  • Attualmente i miei progetti in realtà sono sogni.
    Mi piacerebbe sostenere tutte quelle donne che, per un motivo qualsiasi, si sono ritrovate a non adattarsi o non volersi adattare a questo sistema che ci vuole tutte mamme perfette e anche lavoratrici full time in carriera. Io credo che tutte noi, mamme o no, single o sposate, lavoratrici o casalinghe, abbiamo diritto ad una seconda possibilità, a una vita su misura che si adatti alle nostre esigenze personali. Più che di un progetto si tratta di un’esigenza, una specie di vocazione che sarebbe bello poter seguire.
    Sogni a parte, ti rivelo in anteprima assoluta che sto scrivendo un libro a lungo meditato che sfata il mito secondo cui l’ecobio sia il bene assoluto che combatte contro l’oscurantismo nocivo e bacchettone della cosmetica tradizionale.
    L’idea di un bene assoluto che vince contro il male è la morale di tutte le fiabe che piacciono e hanno successo. Tutti sappiamo che la realtà è molto più complessa e normalmente è anche molto più bella e interessante di una fiaba inventata, se non ci lasciamo spaventare dalla complessità e impariamo ad apprezzarla.

Dove possiamo trovarti?

  • In primis puoi trovarmi nella cucina-laboratorio del mio blog www.sonobio.com in cui spignatto cosmetici semplici e meno semplici e in cui racconto della mia vita Minimal e poi su tutti i social in particolare Facebook e Instagram.

Da poco è ripartita anche la nuova edizione della mia newsletter storica attraverso la quale condivido pdf miei e di altri su cosmesi fai da te, detersivi e lettura dell’Inci. Iscrivendosi si ha la possibilità di accedere alla “bioteca” di SonoBio, in cui è possibile scaricare:

  • una raccolta di appunti utili per rispondere alla domanda: Esistono “conservanti naturali” e se sì quali sono e come si usano?
  • Una guida su come formulare un detergente ecobio ed economico.
  • Un pdf con 10 ricette per l’estate (che vanno bene anche per la primavera imminente). 

 

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