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Separazione (divorzio) consensuale davanti al Sindaco

Sì, è possibile ottenere una separazione consensuale davanti al Sindaco o comunque l’Ufficiale di Stato Civile, in tempi brevi, senza spese. Perché? Lookdown e Covid non hanno fatto bene alle famiglie. A quelle i cui rapporti erano incrinati da tempo, ancora meno. Tra crisi economica, bilanci e conflitti in aumento, le cause di separazione e divorzio sono aumentate in maniera esponenziale, con buona pace degli avvocati famigliaristi che vedono le parcelle lievitare. Non tutti sanno, però, che esiste un caso specifico disciplinato dal legislatore, in cui la separazione/divorzio consensuale avvengono senza spese, poiché non richiedono un tribunale e tanto meno un supporto legale.

Alla base della possibilità di scelta di questo iter veloce ed economico, vi è un rapporto di coppia sì incrinato, ma comunque maturo e sereno, senza conflitti, oltre alla presenza di ulteriori requisiti.

Così se i tempi biblici del sistema giudiziario italiano incidono anche sulle cause di separazione e divorzio, con l’avvento del divorzio breve il legislatore ha mostrato un’apertura verso quei rapporti ormai non ricostruibili, ma che comunque possono sciogliersi in maniera semplice in virtù di assenza di determinate caratteristiche.

Premesso questo, quindi possiamo affermare con certezza che con il DL 132/2014 conv. in L. 162/2014 è stata introdotta la possibilità per di coniugi di potersi separare o divorziare mediante un accordo concluso dinanzi al Sindaco, senza ricorrere quindi all’autorità giudiziaria. Le tempistiche che intercorrono tra separazione e divorzio variano in base alla procedura seguita:

  • 12 mesi per l’iter giudiziale,
  • 6 mesi per l’iter consensuale.

Come si procede alla separazione?

  1. Ricorso al Presidente del Tribunale.
  2. Negoziazione assistita.
  3. Iter davanti al Sindaco, in Comune.

Quest’ultima tipologia di separazione consensuale richiede però determinati requisiti:

  1. la separazione avviene appunto in Comune, fronte Sindaco, il quale non può intervenire su problematiche legate ai figli o al patrimonio. Infatti, l’articolo 12, comma III, del DL 132/2014 contiene il divieto di inserire nell’accordo tra le parti patti di trasferimento patrimoniale.
  2. La separazione deve essere consensuale.
  3. Non devono essere presenti figli minori o maggiorenni, non economicamente autonomi.
  4. La presenza degli avvocati è facoltativa.

Quindi, in presenza di figli minorenni o maggiorenni non autonomi oppure di conflitti patrimoniali, le strade perseguibili sono due:

  1. negoziazione assistita,
  2. ricorso al Tribunale.

Cosa succede davanti al Sindaco? Ciascun coniuge presenta al sindaco una dichiarazione contenente la volontà di separarsi, far cessare gli effetti civili del matrimonio o ottenere lo scioglimento, o di sciogliere l’unione civile, indicando anche le condizioni concordate. Nel momento in cui il sindaco riceve le dichiarazioni va a compilare l’atto contenente l’accordo che sarà sottoscritto dallo stesso e lo farà sottoscrivere anche alle parti.

Come compilare la dichiarazione? Potete fare una ricerca sul sito del Comune oppure stampare uno dei tanti fac simile che trovate su Google.

Qual è la differenza tra separazione e divorzio? Con la separazione, i coniugi decidono o confliggono circa la fine del rapporto, ma lo status di coniugi persiste. Con il divorzio, il legame si scioglie definitivamente.

Quanto tempo deve decorrere tra separazione e divorzio? Prima della riforma del 2015, i tempi erano fissati in 3 anni. Da quella data, il legislatore ha stabilito che il tempo è di un anno in caso di separazione giudiziale e di 6 mesi in caso di consensuale.

Cos’è la separazione giudiziale? Si tratta di quell’iter che viene seguito in caso di separazione conflittuale, ovvero quando uno dei due coniugi non è d’accordo.

Cosa succede in caso di separazione? I coniugi continuano a rimanere tale, pertanto lo stato civile sarà sempre: coniugato/a. Comunque, dopo la circolare del Ministero dell’Interno n. 09605006-15100/4571 sul documento d’identità o di riconoscimento, dal 2000 lo stato civile è facoltativo. Altro aspetto da chiarire è che entrambi i coniugi continuano a godere dei diritti patrimoniali e successori previsti derivanti dal matrimonio. Se un membro della coppia muore, l’altro, in quanto erede legittimario, ha diritto ad una quota del patrimonio del defunto.

Cos’è il divorzio breve? Dal 2015 è possibile procedere ad un divorzio breve che richiede un minimo di 1 mese circa, contro i 6/7 della procedura tradizionale. Con il divorzio breve, non ci si presenta davanti al tribunale, limando questa fase che va dal deposito dell’accordo alla sentenza, i tempi si restringono. Condizione necessaria è la presenza di 2 avvocati, aspetto che può portare chi ha necessità di risparmiare sulle spese, ad un iter tradizionale.

Come si procede per ottenere il divorzio breve? I legali faranno firmare una convenzione per la negoziazione assistita. Con questo accordo gli avvocati e le parti si impegnano a concludere la procedura entro un certo periodo, salvo una sola proroga ammessa. Dopo la firma della convenzione, ci saranno una serie di incontri necessari per definire gli aspetti del divorzio, in maniera serena e leale. A conclusione verrà redatto un accordo scritto, sottoscritto da ambo le parti.

Controllo del PM: a questo punto, gli avvocati trasmettono l’accordo al PM. Il PM ha un ruolo importante in caso di presenza di figli poiché deve verificare le condizioni trascritte, in considerazione della tutela degli interessi degli stessi. In assenza di figli, il controllo è una mera formalità.

Questo articolo non rappresenta una guida giuridica.