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Festa di mottu mottu

Halloween di Sardegna: su mortu mortu

Quali sono le origini di Su Mortu Mortu e de Is Animeddas che fanno coincidere l’Halloween americano con quello di Sardegna? Ma poi Halloween sì o no? Insomma, perché festeggiare il 31 ottobre di ogni anno? Ed è una festività davvero contraria alla nostra religione? Inutile negarlo: ogni anno Halloween è motivo di discussione tra fazioni diverse. Ed io sono sempre stata tra i contro, fino all’arrivo di Mattia. Eppure, se andiamo a leggerne i cenni storici, scopriamo che si tratta di una festa di origine celtica che in America ha assunto connotazioni più importanti e sotto certi aspetti macabre (ma anche divertenti), tanto da rappresentare una delle festività maggiormente sentite anche a livello commerciale.

Da antica festa celltica, oggi Halloween è celebrata alla vigilia di Tutti i Santi, in buona parte del mondo, con connotazioni, tradizioni e valenza che variano di territorio in territorio.

E la tradizione di “mortu mortu” della mia Sardegna ha appunto delle similitudini con l’Halloween americano o più probabilmente con quello celtico.

Su mortu mortu è una “festa” dai connotati religiosi che si svolgeva e si svolge tutt’ora “pro animas”. Dico tutt’ora perché qualcuno, e non solo in Sardegna, celebra in casa la “cena delle anime” ovvero “is animeddas” allestendo una tavola con ogni “ben di Dio”.

Cosa significa pro animas? Questa ricorrenza è una manifestazione di vicinanza verso l’anima di quelle persone care che non ci sono più o per le anime del purgatorio affinché si spalanchino le porte del paradiso.

In cosa consiste “mortu mortu”? Come detto, si tratta di una ricorrenza che mescola religiosità, leggenda e tradizioni.

Come si svolge? Nei giorni antecedenti vengono realizzati i dolci tipici del periodo dei morti: i pasabassini, distribuiti ai bambini che bussano per le case al grido di “mortu mortu”.

Quali sono le origini storiche? In origine era una tradizione dei sacrestani delle chiese di Nuoro che giravano per le case e a fine serata si spartivano i doni. Oggi è una festa per i bambini, il cui fine è sempre il medesimo: “pro sas animas” ovvero per l’anima di quelle persone che non ci sono più o per le anime del purgatorio.

Pabassini – il dolce tipico dei “morti”

In cosa consiste la “cena delle anime” detta anche “is animeddas”? Il 31 ottobre si allestisce la tavola per i cari che non ci sono più. È un modo per ricordare loro che ci mancano e per offrire un pasto in augurio di un buon raccolto.

Cosa mettere sulla tavola per le anime? La tradizione vuole che sul tavolo non debbano mancare: pane, vino, legumi e “Is Pabassinos”. Secondo la stessa tradizione ogni posto a sedere non doveva avere forchette e coltelli, questo per evitare che le anime potessero reagire a vecchie beghe familiari. Naturalmente l’indomani i piatti si ritrovano pieni, ma questo perché “i morti” si saziano solo degli odori.

Perché, malgrado io non ami Halloween, intaglio una zucca assieme al mio bimbo e preparo con lui la cene delle anime? Perché è un bambino. Perché mi ha chiesto di poterlo fare. Perché anche Halloween ha una sua valenza educativa ovvero quella di allontanare il concetto dei mostri paurosi. E poi perché anche questa festa, nel rispetto della nostra religiosità, ha origine nel cristianesimo. Infatti Papa Gregorio IV istituì ufficialmente Ognissanti probabilmente per creare una continuità con il passato (da cui prese origine).

La parola Halloween rappresenta una variante scozzese – gallese – irlandese (ovvero la vecchia Gallia), dal nome completo All Hallows’ Eve che tradotto significa “Notte di tutti gli spiriti sacri”, cioè la vigilia di Ognissanti.

Cit. Wikipedia

Morale della favola? Tutto il mondo è paese! Buon “Mortu Mortu” di zucche felici e dolcetti goduriosi, nel rispetto delle idee del prossimo… pro o contro che siate! E, se vi fa piacere, non dimenticate la cena delle anime. Noi la faremo anche quest’anno perché anche tradizioni e leggende fanno parte del nostro patrimonio culturale!

PS: qualora vogliate integrare l’articolo con le Vostre tradizioni o vogliate precisare o correggere aspetti della ricostruzione della festività sarda o di qualsiasi altro territorio, potete contattarmi su frarmg@gmail.com.