grotte di Su Mannau FLuminimaggiore Sardegna

Le grotte di Su Mannau – Fluminimaggiore

40 anni. All’alba dei 40 anni dal mio arrivo a Fluminimaggiore, finalmente sono riuscita a godermi una visita guidata alle Grotte di Su Mannau, in quelle viscere della terra che sognavo fin da bimba. Siamo al km 59 della SS 126, sulla strada che dal borgo minerario conduce ad Iglesias (e viceversa). Questo è un lembo della Sardegna meridionale, oggi provincia di Carbonia-Iglesias (ieri provincia di Cagliari) che nasconde luoghi unici che sono la storia di queste terre. E qui nasce anche il complesso carsico di Su Mannau, lungo 9 km, che ci proietta alla scoperta di 10 milioni di anni di mutamenti, lungo le vie dell’acqua che plasma la roccia.

Siamo in un paesino immerso tra colline rocciose che si mescolano alla macchia mediterranea e all’improvviso regala il mare, con una vista mozzafiato che da Portixeddu domina il golfo del Leone.

Grotte di Su Mannau

Qual è il fascino delle grotte? Il percorso è straordinario. La roccia modellata dall’acqua assume colori ed aspetti che lasciano senza fiato, davanti alla maestosità di una natura che lavora lenta e tenace. L’itinerario delle grotte turistiche è in continua evoluzione, grazie ad un progetto che mira a renderlo circolare. L’obiettivo è di rendere fruibili le sale che dal Pozzo di Rodriguez seguono il fiume Placido, per poi risalire alla sala archeologica da dove parte la visita. In questo modo, sviluppando la visita con un percorso circolare, lo spettatore potrà capire e carpire l’evoluzione delle grotte in ben 10 milioni di anni. Insomma, si tratterebbe di rendere tangibile agli occhi l’evoluzione che ha interessato la terra in un lasso di tempo lunghissimo, ridotto in un percorso che vorresti non finisse mai.

Perché arrivare fino a qui e visitare le Grotte di Su Mannau? Anzi, perché trascorrere qualche giorno in questi territori? Perché questa è la vera Sardegna, quella rude e selvaggia fuori, ma che ha un cuore immenso ed ospitale dentro. Poi, Fluminimaggiore è colorato.

Sì. Un paesino colorato tra i suoi caratteristici murales, i dolci tipici plasmati da mani esperte e quelle bandierine svolazzanti in ricordo processioni religiose che profumano di menta, gerani e rose.

Ed è vero anche che Fluminimaggiore è un luogo sotto certi aspetti isolato. Uno di quelli che gli infiniti 8 km dall’incrocio per la colonia penale fino al ricordo del vecchio pino secolare, arrovellano lo stomaco dei più deboli. Eppure, quando percorri quei chilometri e chilometri di curve, lo fai estasiata, con il finestrino spalancato tra capre che brucano corbezzoli, in bilico sulla roccia, godendo del profumo del lentischio misto all’odore acre dell’asfalto surriscaldato da quel sole cocente che sbuca ad ogni curva, da cui sbirci il mare azzurro che si intravede all’orizzonte.

Semplicemente poi inizia la magia: ogni volta che arrivi qui, non vuoi più andar via. Parola di chi c’è arrivato, è ripartito, è tornato, ripartito e c’ha lasciato un pezzetto di cuore.

Negli anni il borgo di Fluminimaggiore è cambiato. Notevolmente cambiato. Ha sviluppato progetti, ha valorizzato il territorio, ha imparato a “vendersi” turisticamente parlando, trasformando in maniera creativa e costruttiva punti di debolezza (le miniere un tempo luogo di lavoro che non c’è più) in punti di forza. Insomma, le genti di Fluminimaggiore hanno preso atto della loro storia e plasmato dei percorsi turistici rispettando e valorizzando luoghi dimenticati. Ed è proprio in questo iter di valorizzazione che si inseriscono le visite guidate alle Grotte di Su Mannau.

Delle grotte di Su Mannau ne ho sentito parlare sempre da lui. Lui che piombò in Sardegna (con la famiglia al seguito) dal lontano continente con gli scatoloni pieni di ricordi. E che vi piombò giovanissimo. Il giovanissimo comandante di stazione. Un armadio da oltre 1m 90, ribattezzato con un nomignolo in stile western, piombato qui in quel tristissimo periodo dei rapimenti che colpirono anche questa zona e che prese l’avvio proprio con il sequestro Casana. Un sequestro messo in atto nel suo territorio, in quello scoglio di Capo Pecora dove la famiglia era solita recarsi in gommone, per godersi un bagno in serenità.

Insomma, Lui che quel territorio lo percorreva in lungo ed in largo, con la sua mimetica, guidando quella campagnola d’ordinanza, color blu scuro che gli ammortizzatori probabilmente non li aveva mai visti e ad ogni buca saltava sul sedile, quasi fuori da quel tettuccio color cachi perennemente impolverato. Lui che di quei luoghi che avevano e hanno tutt’ora un’economia prevalentemente agropastorale, ne conosceva le persone, le dinamiche, gli intrecci, le origini. E lui che conosceva bene quell’odore di bruciato delle terre incendiate che lo costringevano fuori casa per giorni o della marchiatura tra ovili sperduti. Lui che redarguiva i bombaroli che solcavano i mari, le Grotte di Su Mannau le ha percorse. Io no. Mai. E mai mi ci ha portata.

Quindi, se di Su Mannau ne ho sempre sentito parlare, di converso la mia curiosità è sempre stata quella di poter visitare queste grotte. Così è stato. Vi racconto la visita dell’agosto 2020, un agosto in piena pandemia con regola precise contro la diffusione del Covid, distanze e percorsi.

Perché visitare le grotte di Su Mannau? Si tratta di una grotta parzialmente turistica, nella quale proseguono le scoperte da parte di speleologi esperti, allo scopo di aprirla per intero al pubblico. Le grotte risalgono al cambriano medio, ovvero a ben 540 milioni di anni fa. Si sono formate per lo scorrere di 2 fiumi che poi creano una sorgente.

Quali le caratteristiche della parte turistica? Si parte dalla sala archeologica, per seguire un percorso suggestivo che conduce fino alle viscere della terra. La grotta è strutturata in sale ed il percorso è a tratti costeggiato da laghetti, su cui si specchiano maestose.

Qual è la sala più suggestiva? Senza ombra di dubbio il salone Rodriguez, con i suoi 20 metri di larghezza e 23 metri di altezza è l’area più affascinante, anche se lungo il percorso avrete modo di rimanere a bocca spalancata davanti a vere e proprie sculture naturali, tra cristalli colorati e gocce che si trasformano in roccia.

Come raggiungere le Grotte di Su Mannau? Come detto, siamo in provincia di CI, a Fluminimaggiore e le vie per raggiungere questa zona sono due: da Iglesias, percorrendo la SS126, troverete le indicazioni precise lungo il percorso. In alternativa, l’altro percorso è al lato opposto, dalla strada che collega Arbus a Fluminimaggiore. Sul sito del comune di Fluminimaggiore puoi trovare tutte le indicazioni per raggiungere il paese.

Quanto tempo dura la visita? La visita dura un’oretta circa. Si tratta di una visita di gruppo in compagnia di una guida che spiega in maniera esaustiva la storia delle grotte.

Posso portare i bambini? Direi di sì, ma dipende dall’età e dal carattere dei bimbi. Senza ombra di dubbio la visita è uno stimolo per tutte le menti curiose che seguono le file, mantengono i distanziamenti e non recano pericolo a se ed al prossimo.

Posso portare il passeggino? Direi proprio di no!

Quale abbigliamento indossare per visitare le grotte di Su Mannau? All’interno delle grotte trovate una temperatura di circa 16°. L’ambiente è umido, non freddo. Direi fresco. In estate, siamo stati benissimo con la tshirt. Eventualmente portate una maglia a manica lunga. Per quanto concerne le scarpe, direi di indossare preferibilmente delle calzature da trekking o in alternativa delle scarpe antiscivolo, da camminata. Il percorso si snoda sopra delle passerelle, con svariati gradini per scendere fino al “Pozzo Rodriguez” ovvero la sala più profonda.

Quanto costano i biglietti di ingresso? I prezzi indicati nella fotografia (adulto/bambino) sono riferiti alle escursioni guidate per l’anno 2020.

Buono a sapersi:

  • Nell’area antistante l’accesso alle grotte potete trovare: un ampio parcheggio gratuito (alberato), un bar ed una rivendita di souvenir.
  • All’esterno della grotta, fronte bar/biglietteria trovate anche un’area picnic con una fontanella.
  • Nel territorio circostante, sono presenti anche svariate miniere, alcune visitabili. Si menzionano: Acquaresi, Malacalzetta, Ingurtosu, San Giovanni, Naracaoli, Bau, Gennamari.
  • Ma lo sai che? Solo dagli anni ’80 l’accesso alle grotte è stato vincolato. Prima erano liberamente accessibili a chiunque.
  • Visitate questi luoghi. Questa è la vera Sardegna.

Attualmente la Sardegna è in zona rossa, ma se siete interessati ad una visita alle Grotte di Su Mannau, potete mantenervi informati circa gli orari delle visite, anche seguendo la pagina Facbeook. Un consiglio: contattate l’organizzazione per verificare la disponibilità di posti e prenotare la visita.


Non avere radici, non significa non essere legati ad un territorio, bensì sentirsi “indissolubilmente appartenere” alle tante realtà in cui si è avuto la fortuna di crescere. “In ricordo dei ricordi” belli… e di quelli brutti! (Francesca)

Questo articolo nasce da un’esperienza personale. Non sussiste alcun rapporto commerciale con chi gestisce, organizza e promuove questi luoghi.